Un passo fondamentale per la salute dell’articolazione

Una visita ortopedica del ginocchio è fondamentale per individuare l’origine di dolore, blocchi, rigidità, instabilità e difficoltà a camminare. Sintomi come quelli precedentemente elencati, infatti, possono significare la presenza di varie patologie, e necessitano di un’accurata valutazione da parte di uno specialista.

Tra queste condizioni, l’artrosi del ginocchio si distingue come una delle cause più frequenti che spingono i pazienti a cercare assistenza medica.

Il ginocchio, essenziale per la nostra mobilità quotidiana, è una delle articolazioni più complesse e vitali del nostro corpo. Che si tratti di ricostruzioni legamentose, chirurgia protesica o semplicemente del mantenimento della salute articolare, una visita ortopedica specializzata permette di identificare e trattare efficacemente le cause delle possibili disfunzioni.

Comprendere il ginocchio

Come anticipato, questa complessa articolazione è costituita da ossa, legamenti, tendini e cartilagini che lavorano in armonia per consentire il movimento. Ogni componente svolge un ruolo critico: dalle ossa che forniscono la struttura portante, ai legamenti che offrono stabilità, dai tendini che permettono il movimento al collegamento muscolo-osso, fino alle cartilagini che facilitano una superficie per il movimento articolare.

Le patologie del ginocchio possono derivare da danni o usura di queste componenti, e influenzano in maniera molto significativa la qualità della vita.

Quando è necessaria una visita ortopedica al ginocchio?

Il dolore al ginocchio, uno dei principali motivi per consultare un ortopedico, può nascondere diverse condizioni, dall’usura articolare dovuta all’età, come l’artrosi, a lesioni sportive, come la rottura dei legamenti crociati o dei menischi, fino a condizioni infiammatorie come l’artrite. Identificare con precisione la causa del dolore è essenziale per proseguire con il trattamento mirato ed efficace.

Come prepararsi a una visita ortopedica al ginocchio

Per sottoporsi a una visita di questo tipo non è necessaria una preparazione particolare. È comunque consigliato portare con sé eventuali referti diagnostici che potrebbero essere utili (come ad esempio recenti radiografie e/o risonanza magnetica) di cui si è già in possesso.

Aggiungere un breve e conciso elenco dei sintomi attuali e delle domande specifiche da porre al medico facilita il processo diagnostico e terapeutico.

Come si svolge una visita ortopedica al ginocchio

Ogni visita ortopedica al ginocchio inizia con un’anamnesi dettagliata e un esame fisico per valutare mobilità, stabilità e presenza di dolore. Esami diagnostici aggiuntivi, come radiografie, ecografie o risonanze magnetiche, possono essere richiesti – in precedenza e/o in seguito – per ottenere una visione più chiara della struttura interna dell’articolazione, e formulare così una diagnosi accurata.

Possibile svolgimento di una visita ortopedica al ginocchio

Camminare e stare in piedi

Si comincia valutando il paziente in piedi, in cammino e supino, includendo test attivi, passivi e provocativi. Questo consente di concentrarsi su specifiche aree di interesse: l’articolazione femoro-rotulea e il meccanismo estensore, la patologia meniscale, la stabilità legamentosa e l’artrite.

  • Allineamento delle gambe: in gambe normalmente allineate, con le rotule rivolte in avanti, ginocchia e caviglie dovrebbero toccarsi delicatamente. Possibili variazioni come l’allineamento varo (gambe arcuate) o valgo (ginocchia a X) vengono annotate, così come la presenza di deformità crescenti, evidenziate da uno spostamento mediale o laterale durante il cammino.

Posizione supina

L’esame continua con il paziente supino, combinando osservazione visiva, palpazione e movimento per rilevare specifici problemi.

  • Ispezione generale: si valutano allineamento, posizione del ginocchio, problemi cutanei, cicatrici, atrofia muscolare e modo in cui il ginocchio viene mantenuto;
  • Presenza di effusione: identificata visivamente o tramite il test del rigonfiamento. La palpazione cerca deformità fisse in flessione, suggerendo blocco vero o pseudo-blocco dovuto al dolore.

Esame specifico: articolazione femoro-rotulea e meccanismo estensore

  • Tracciamento della rotula: durante l’estensione attiva, la rotula dovrebbe muoversi centralmente verso l’inguine. La lateralizzazione indica potenziale instabilità;
  • Movimenti della rotula: la mobilità della rotula viene valutata in estensione completa o a 30 gradi di flessione, e il segno di apprensione viene ricercato tentando delicatamente di dislocare la rotula lateralmente.

Valutazione della patologia meniscale

  • Palpazione e dolore: la palpazione cerca punti dolenti specifici, con la tenerezza meniscale classica posizionata sulla linea articolare postero mediale o laterale a seconda del menisco interessato;
  • Test di McMurray: si esegue rotazione in flessione forzata, con compressione sulla linea articolare mediale o laterale, positivo se elicitato il menisco lacerato.

Valutazione della patologia legamentosa

  • Esame dei legamenti collaterali: la lassità e il dolore alla sollecitazione dei legamenti collaterali vengono rilevati in iperestensione, a 0 gradi di estensione e a 30 gradi;
  • Legamento crociato anteriore (LCA): il test di Lachman rileva un aumento del movimento antero posteriore del ginocchio a 10-15 gradi di flessione.

Artrite

  • Danni alla superficie articolare: i segni di attrito maggiore, come il crepitio fine sotto compressione, si esplorano muovendo una superficie articolare sull’altra.

Visita ortopedica: diagnosi comuni e possibili trattamenti

Le diagnosi più frequenti durante una visita ortopedica al ginocchio includono lesioni dei legamenti, meniscopatie, artrosi e tendiniti. Ciascuna di esse richiede un approccio terapeutico specifico, che può variare dai trattamenti conservativi – come fisioterapia e iniezioni – a operazioni chirurgiche.

La scelta del trattamento dipende dalla diagnosi, dall’età del paziente, dal livello di attività e dalle aspettative personali.

Ricostruzioni legamentose complesse e chirurgia protesica

Le avanzate tecniche in ortopedia hanno reso i trattamenti per le lesioni legamentose e la sostituzione protesica del ginocchio altamente efficaci. L’innovazione tecnologica e l’esperienza clinica contribuiscono a migliorare i risultati per i pazienti, riducendo i tempi di recupero e aumentando la longevità degli impianti.

Come argomentato, i legamenti svolgono un ruolo cruciale nella biomeccanica del ginocchio. Oltre al noto Legamento Crociato Anteriore (LCA), il Legamento Crociato Posteriore (LCP), il Legamento Collaterale Mediale (LCM) e il Legamento Collaterale Laterale (LCL) contribuiscono alla stabilità e alla funzionalità articolare.

Le lesioni multiligamentose, risultato di traumi severi, rappresentano una sfida diagnostica e terapeutica, spesso richiedendo interventi chirurgici complessi e una riabilitazione intensiva.

In ogni caso, la lesione dei legamenti – spesso conseguenza di traumi sportivi o incidenti – può causare sintomi come dolore, gonfiore e instabilità. Spesso sono necessari interventi chirurgici, i quali possono anche avvalersi di una eventuale chirurgia protesica.

Lesioni del Legamento Collaterale Mediale (LCM)

Il LCM, situato internamente al ginocchio, collega femore e tibia limitando l’apertura mediale dell’articolazione. Le sue lesioni, comuni in seguito a traumi distorsivi, variano da allungamenti lievi a rotture complete.

La diagnosi avviene tramite esame fisico e imaging diagnostico. Il trattamento, generalmente non chirurgico per lesioni isolate, prevede immobilizzazione e terapia fisica, mentre la chirurgia è riservata a lesioni multi legamentose o a casi con instabilità residua.

Lesioni del Legamento Crociato Anteriore (LCA)

Il Legamento Crociato Anteriore (LCA) è essenziale per la stabilità del ginocchio: impedisce, di fatto, lo spostamento anteriore della tibia sul femore. Le sue lesioni, spesso conseguenza di attività sportive come calcio, basket, sci o incidenti stradali, possono causare dolore, gonfiore e instabilità, limitando significativamente l’attività fisica.

Identificare rapidamente questi sintomi consente di avviare trattamenti adeguati per recuperare la funzionalità articolare e prevenire ulteriori danni.

Lesioni del Legamento Crociato Posteriore (LCP)

Il LCP, che limita il movimento posteriore del ginocchio, è meno frequentemente lesionato. I sintomi includono dolore, gonfiore e una sensazione di instabilità.

La diagnosi si basa su esame fisico e test di imaging. Il trattamento può essere non chirurgico o, nei casi più gravi con lesioni multiple, chirurgico, attraverso la ricostruzione del legamento con innesti.

Lesioni del Legamento Collaterale Laterale (LCL)

Le lesioni del LCL, che limita l’apertura laterale del ginocchio, sono rare e spesso associate a danni più complessi. La diagnosi richiede attenzione per non essere sovrastata dai sintomi delle lesioni dei legamenti crociati.

Il trattamento delle lesioni gravi può necessitare una ricostruzione chirurgica, specialmente in presenza di danni al Punto D’angolo Postero-Esterno (PAPE).

Visita ortopedica al ginocchio: perché effettuarne durante il recupero e la riabilitazione

Il successo del trattamento dipende in larga misura anche dal percorso di recupero e riabilitazione. Programmi personalizzati di fisioterapia e un attento follow-up sono essenziali per ripristinare la piena funzionalità del ginocchio.

Prevenzione e cura del ginocchio

La visita ortopedica al ginocchio è essenziale per la diagnosi e il trattamento iniziali, ma effettuarne anche durante il recupero e la riabilitazione consente il successo a lungo termine. Un programma di fisioterapia personalizzato, accompagnato da un attento follow-up, è vitale per ripristinare la piena funzionalità dell’articolazione.

Per mantenere la salute del ginocchio e prevenire ulteriori infortuni o deterioramenti, è importante:

  • Esercizio fisico regolare;
  • Mantenimento di un peso corporeo adeguato;
  • Controlli ortopedici periodici.
Visita ortopedica al ginocchio

Visita ortopedica al ginocchio: il curriculum del Prof. Marcheggiani Muccioli

Il Prof. Giulio Maria Marcheggiani Muccioli si è distinto nel campo dell’ortopedia, iniziando con una laurea con lode in Medicina e Chirurgia, ottenuta presso l’Università di Bologna nel 2006, seguita da una specializzazione con lode in Ortopedia e Traumatologia all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna e un Dottorato in Scienze Chirurgiche.

La carriera del Prof. Marcheggiani Muccioli include il ruolo accademico di Professore Associato di Ortopedia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna, dove ha approfondito tematiche di biomeccanica e patologia dell’arto inferiore e superiore.

Ha ampliato le sue competenze attraverso fellowship internazionali, tra cui esperienze nel Regno Unito, Giappone e Stati Uniti, consolidandosi come Chirurgo Ortopedico con un’ampia esperienza pratica, attestata da oltre 250 interventi all’anno.

Il Prof. Marcheggiani Muccioli, infine, contribuisce significativamente ogni anno alla formazione di nuove generazioni di medici attraverso l’insegnamento universitario in molteplici discipline mediche e chirurgiche.

È uno dei 10 chirurghi italiani che negli ultimi 20 anni sono stati selezionati dalla Knee Society americana per partecipare alla prestigiosa John Insall Fellowship sulla Chirurgia Protesica di Ginocchio.

La sua prolificità in materia si manifesta in oltre 250 pubblicazioni scientifiche e una costante presenza in ambito accademico e congressuale, che dimostra un impegno incessante verso l’innovazione nel trattamento delle patologie del ginocchio e della spalla, e nell’avanzamento delle tecniche chirurgiche mini-invasive e della medicina dello sport.

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