Un passo verso la ripresa della mobilità e la riduzione del dolore

La protesi di ginocchio rappresenta una soluzione medica all’avanguardia, fondamentale per affrontare le patologie degenerative del ginocchio che colpiscono una vasta popolazione globale.

Le patologie degenerative del ginocchio hanno alla base dei processi infiammatori che comportano la distruzione delle componenti anatomiche ed un processo di rimodellamento delle superfici articolari del ginocchio stesso. (Fig.1-2)

Protesi del ginocchio
Fig.1 Ginocchio normale
Protesi del ginocchio
Fig.2 Ginocchio Artrosico

La protesi di ginocchio mira a ripristinare la mobilità persa proponendosi anche di eliminare il dolore cronico, migliorando in maniera significativa la qualità di vita dei pazienti.

Che cosa si intende per protesi di ginocchio?

Una protesi di ginocchio è composta da parti artificiali, realizzate principalmente in leghe metalliche come il titanio, che vengono inserite nell’articolazione al posto delle parti danneggiate.

L’obiettivo è quello di consentire al paziente di riprendere le attività quotidiane senza dolore, garantendo un movimento articolare naturale e fluido.

I disturbi legati alle articolazioni del ginocchio interessano una larga fetta della popolazione, specialmente coloro che hanno superato i 60 anni di età, ma anche individui più giovani affetti da traumi o sottoposti a lavori fisicamente impegnativi.

La crescente incidenza di queste patologie sottolinea l’importanza delle protesi di ginocchio come strumento terapeutico fondamentale.

Quando è necessaria una protesi al ginocchio?

La decisione di impiantare una protesi di ginocchio è il risultato di un accurato processo di valutazione, destinato a pazienti che soffrono di condizioni degenerative avanzate, in grado di incidere profondamente sulla loro qualità di vita.  Tali condizioni sono caratterizzate da dolore cronico, ridotta mobilità e significativa limitazione nelle attività quotidiane.

Il ginocchio, essendo una delle articolazioni più sollecitate del corpo, svolge un ruolo vitale nel movimento, nella deambulazione e nel sostenimento del peso corporeo. Danni dovuti a traumi, malattie degenerative o infortuni possono compromettere gravemente la sua funzionalità, rendendo necessaria l’implementazione di una protesi per recuperare la mobilità e alleviare il dolore.

Patologie che potrebbero necessitare di una protesi al ginocchio

Quando è il momento di mettere la protesi al ginocchio? Tra le diverse patologie possono indicare la necessità di ricorrere a una protesi di ginocchio, tra cui:

  • Artrosi (Osteoartrite): la più comune causa di deterioramento del ginocchio, caratterizzata dalla progressiva erosione della cartilagine articolare che porta a dolore, rigidità e perdita di mobilità (Fig. 2).
  • Artrite reumatoide: una malattia autoimmune che attacca le articolazioni, inclusa quella del ginocchio, causando infiammazione, dolore, e a lungo termine, danneggiamento della cartilagine e dell’osso.
  • Traumi gravi: lesioni significative al ginocchio, come fratture o danni ai legamenti crociati e menischi, che compromettono la stabilità e la funzionalità dell’articolazione.
  • Lesioni meniscali: danni ai menischi che possono causare dolore, gonfiore e limitazione del movimento. In casi severi, può essere considerata la sostituzione protesica.
  • Necrosi avascolare: la perdita di flusso sanguigno all’osso del femore può portare alla morte del tessuto osseo, compromettendo la funzione del ginocchio.
  • Deformità significative: condizioni come il varismo o il valgismo severi possono alterare l’allineamento del ginocchio, compromettendone la funzione (Fig. 3).

 

Protesi del ginocchio
Fig. 3 Deformità assiali del ginocchio: Ginocchio Varo (A) e Ginocchio Valgo (B)

Protesi di ginocchio: come si svolge l’intervento?

L’intervento per l’installazione di una protesi al ginocchio si avvale di tecniche chirurgiche avanzate e si basa su una stretta collaborazione tra il team anestesiologico e l’ortopedico specializzato. L’intervento di artroplastica, infatti, prevede una serie di passaggi mirati a rimuovere e sostituire le parti danneggiate dell’articolazione con componenti artificiali.

Passaggi dell'intervento di sostituzione del ginocchio

  • Preparazione dell’osso: i residui cartilaginei usurati e le parti dell’osso danneggiate vengono rimossi per creare una superficie stabile per l’applicazione della protesi.
  • Applicazione delle componenti protesiche: le componenti metalliche possono essere fissate su:
  1. Femore: la parte terminale dell’osso del femore viene ricoperta da un componente metallico.
  2. Tibia: anche l’estremità superiore della tibia viene rivestita con un componente metallico.
  3. Rotula: in base alla necessità, anche la superficie posteriore della rotula può essere sostituita con un componente protesico. Questo passaggio dipende dalle condizioni specifiche del paziente e dalle valutazioni intra-operatorie.
  • Inserimento dell’inserto in polietilene: dopo l’applicazione delle componenti metalliche, viene posizionato un inserto in polietilene che funge da cartilagine artificiale, permettendo il corretto scorrimento delle superfici protesiche.

Tipologie di protesi di ginocchio

  • Protesi monocompartimentale: sostituisce una sola componente dell’articolazione, conservando i legamenti crociati. Indicata per danni localizzati a una specifica area del ginocchio (Fig. 4).
Protesi del ginocchio
Fig.4 Protesi Monocompartimentale di ginocchio
  • Protesi bicompartimentale: sostituisce due componenti, generalmente femore e tibia, e viene considerata una forma di protesi totale (Fig. 5-6).
Protesi del ginocchio
Fig. 5 Protesi Totale di ginocchio
Protesi del ginocchio
Fig. 6 Controllo Radiografico post-operatorio in seguito ad intervento di Protesi Totale di ginocchio
  • Protesi tricompartimentale: implica la sostituzione dell’intero complesso articolare, includendo anche la rotula.

Recupero post-operatorio da protesi di ginocchio: dopo quanto tempo si può tornare a camminare?

Il recupero post-operatorio da un intervento di protesi di ginocchio è un processo fondamentale che incide significativamente sul successo dell’intervento stesso e sulla qualità della vita del paziente successivamente. La tempistica per tornare a camminare dopo l’operazione varia in base al tipo di protesi impiantata e alle caratteristiche individuali del paziente, inclusa la sua capacità di recupero.

  • Protesi monocompartimentale: questo tipo di protesi consente generalmente un recupero più veloce. I pazienti possono spesso iniziare a deambulare con l’ausilio di stampelle già dal giorno successivo all’operazione. È possibile inoltre che ritornino a svolgere le proprie attività quotidiane e a praticare esercizio fisico leggero entro circa un mese dall’intervento, a seconda delle istruzioni e del follow-up fornito dal proprio medico. Impianti mono-compartimentali mini-invasivi consentono anche di tornare allo sport (non di contatto). [7]
  • Protesi totale: il percorso di recupero da un intervento di protesi totale di ginocchio può essere un po’ più lungo rispetto a quello per la protesi monocompartimentale. La maggior parte dei pazienti in genere riesce a riprendere le proprie attività quotidiane entro i 45 giorni dall’operazione. Il processo di riabilitazione, che include fisioterapia e esercizi specifici, è cruciale per ristabilire la forza muscolare e la gamma di movimento del ginocchio.

Dal giorno dopo l’intervento inizierà il percorso fisioterapico che permetterà di ritornare alla normale vita quotidiana a circa 45-60 giorni dall’intervento.

La scelta del tipo di protesi [3-5] e la tecnica di esecuzione [6] sono strettamente legati alle condizioni cliniche del paziente e all’estensione dei danni articolari. Pertanto, è essenziale una consulenza pre-operatoria approfondita con uno specialista ortopedico per valutare il caso specifico e suggerire la soluzione più adatta per garantire il miglior esito possibile e facilitare un recupero ottimale.

Presso l’Istituto Ortopedico Rizzoli svolgo da oltre 10 anni attività di ricerca clinica nel campo della protesica di ginocchio. [2,6-7].

Recentemente abbiamo introdotto una tecnologia all’avanguardia che ci consente di capire vantaggi e difetti dei vari modelli protesici durante esecuzione di test in-vivo (RSA Dinamica). [1, 3-5]

Non esiste un’età assoluta o limitazioni di peso per la chirurgia protesica del ginocchio anche se è bene ricordare che questi impianti non durano in eterno (in media 15-20 anni) e che l’eccessivo peso corporeo può essere la causa di una minore longevità della vostra protesi. Possono essere comunque eseguite revisioni di protesi di ginocchio ino a 3-4 volte, sostituendo la precedente protesi con una più stabile.

Aspettative realistiche dall'intervento di protesi totale di ginocchio

È di assoluta importanza comprendere pienamente l’intervento di protesi di ginocchio, inclusi rischi e complicanze, prima di procedere. Benché oltre il 90% dei pazienti riferisca un significativo miglioramento post-operatorio, l’intervento non incrementerà le capacità oltre lo stato pre-artrosi.

L’attività forzata o un peso eccessivo possono accelerare l’usura della protesi, e richiedere potenzialmente una revisione. Di conseguenza, vengono sconsigliate tutte le attività ad alto impatto, mentre sono incoraggiate quelle a basso impatto come passeggiate, nuoto e bicicletta.

Possibili complicanze

Il rischio di complicanze gravi, come infezioni o coaguli di sangue, è basso ma presente. Le infezioni possono richiedere trattamenti antibiotici o ulteriori interventi, mentre i coaguli di sangue sono una complicanza comune gestita con precauzioni standard post-operatorie.

Possono verificarsi problemi legati all’impianto – come l’usura delle componenti – così come, in una piccola percentuale di pazienti, un dolore persistente. Lesioni ai nervi o ai vasi sanguigni e reazioni allergiche ai materiali dell’impianto sono allo stesso modo rare ma possibili.

La decisione di sottoporsi a una protesi di ginocchio deve essere basata su una discussione approfondita con un ortopedico, valutando attentamente i benefici attesi e i rischi potenziali.

Tecniche e tecnologie chirurgiche innovative

L’impianto di protesi di ginocchio rappresenta uno degli interventi più frequenti nella chirurgia ortopedica, con tecniche e tecnologie in costante avanzamento che hanno significativamente migliorato gli esiti chirurgici, la soddisfazione dei pazienti e la durabilità degli impianti.

L’adozione di metodologie innovative si prefigge di personalizzare l’intervento secondo le necessità del paziente, rispettando la morfologia naturale dell’articolazione.

  • Allineamento cinematico: questa tecnica si propone di rispettare l’anatomia originale del ginocchio, evitando di raddrizzarlo forzatamente come nelle procedure tradizionali. È particolarmente indicata per pazienti con ginocchia naturalmente non allineate, dimostrandosi più tollerabile e duratura;
  • Protesi di ginocchio personalizzata: attraverso l’elaborazione delle immagini radiografiche, questa tecnologia consente di realizzare un piano chirurgico personalizzato per ciascun paziente. Questo approccio su misura riduce i rischi post-operatori, accelera i tempi di recupero e può contenere i costi dell’intervento;
  • Chirurgia Robotica: l’ausilio di sistemi robotizzati in sala operatoria migliora la precisione dei tagli ossei e il posizionamento dell’impianto, riducendo quasi a zero l’errore umano. Il software di pianificazione pre-operatoria garantisce un’accuratezza senza precedenti, contribuendo a una degenza più breve e a una maggiore longevità della protesi;
  • Realtà aumentata: tra le innovazioni più rivoluzionarie, la realtà aumentata permette al chirurgo di visualizzare dati clinici e immagini-guida direttamente sul campo operatorio senza distogliere lo sguardo. Un software elabora modelli 3D dell’articolazione per ottimizzare il posizionamento dell’impianto in base all’anatomia specifica del paziente.

Intervento di protesi al ginocchio: il curriculum del Prof. Marcheggiani Muccioli

Il Prof. Giulio Maria Marcheggiani Muccioli si è distinto nel campo dell’ortopedia, iniziando con una laurea con lode in Medicina e Chirurgia, ottenuta presso l’Università di Bologna nel 2006, seguita da una specializzazione con lode in Ortopedia e Traumatologia all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna e un Dottorato in Scienze Chirurgiche.

La carriera del Prof. Marcheggiani Muccioli include il ruolo accademico di Professore Associato di Ortopedia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna, dove ha approfondito tematiche di biomeccanica e patologia dell’arto inferiore e superiore.

Ha ampliato le sue competenze attraverso fellowship internazionali, tra cui esperienze nel Regno Unito, Giappone e Stati Uniti, consolidandosi come Chirurgo Ortopedico con un’ampia esperienza pratica, attestata da oltre 250 interventi all’anno.

Il Prof. Marcheggiani Muccioli, infine, contribuisce significativamente ogni anno alla formazione di nuove generazioni di medici attraverso l’insegnamento universitario in molteplici discipline mediche e chirurgiche.

È uno dei 10 chirurghi italiani che negli ultimi 20 anni sono stati selezionati dalla Knee Society americana per partecipare alla prestigiosa John Insall Fellowship sulla Chirurgia Protesica di Ginocchio.

La sua prolificità in materia si manifesta in oltre 250 pubblicazioni scientifiche e una costante presenza in ambito accademico e congressuale, che dimostra un impegno incessante verso l’innovazione nel trattamento delle patologie del ginocchio e della spalla, e nell’avanzamento delle tecniche chirurgiche mini-invasive e della medicina dello sport.

Bibliografia
  1. Total knee replacement: intraoperative and postoperative kinematic assessment. Bontempi M, Cardinale U, Bragonzoni L, Macchiarola L, Grassi A, Signorelli C, Marcheggiani Muccioli GM, Zaffagnini S. Acta Biomed. 2017 Jun 7;88(2S):32-37.
  2. Minimally invasive unicompartmental knee replacement: retrospective clinical and radiographic evaluation of 83 patients. Bruni D, Iacono F, Russo A, Zaffagnini S, Marcheggiani Muccioli GM, et al. Knee Surg Sports Traumatol Arthrosc. 2010 Jun;18(6):710-7.
  3. New design total knee arthroplasty shows medial pivoting movement under weight-bearing conditions. Bragonzoni L, Marcheggiani Muccioli GM, Bontempi M, et al. Knee Surg Sports Traumatol Arthrosc. 2019 Apr;27(4):1049-1056.
  4. J-curve design total knee arthroplasty: the posterior stabilized shows wider medial pivot compared to the cruciate retaining during chair raising. Bontempi M, Roberti di Sarsina T, Marcheggiani Muccioli GM, et al. Knee Surg Sports Traumatol Arthrosc. 2019 Aug 3. doi: 10.1007/s00167-019-05645-6.
  5. Multi-radius posterior-stabilized mobile-bearing total knee arthroplasty partially produces in-vivo medial pivot during activity of daily living and high demanding motor task. Marcheggiani Muccioli GM, Pizza N, Di Paolo S, et al. Knee Surg Sports Traumatol Arthrosc. 2020 Jan 18. doi: 10.1007/s00167-020-05846-4.
  6. Two different posterior-stabilized mobile-bearing TKA designs: navigator evaluation of intraoperative kinematic differences. Marcheggiani Muccioli GM, Fratini S, Roberti Di Sarsina T, et al. Musculoskelet Surg. 2020 Jan 28. doi: 10.1007/s12306-020-00643-1.
  7. Return to Sports after Unicompartmental Knee Arthroplasty: Reality or Utopia? A 48-Month Follow-Up Prospective Study. Lo Presti M, Costa GG, Cialdella S…, Marcheggiani Muccioli GM, Zaffagnini S. J Knee Surg. 2019 Feb;32(2):186-191.

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