L’instabilità della rotula rappresenta una sfida significativa per molti, limitando la mobilità e causando dolore. In questa pagina ne esploreremo le cause, i sintomi, i fattori di rischio, nonché le opzioni di trattamento disponibili, con un focus particolare sulle procedure di stabilizzazione della rotula e sull’importanza dell’intervento chirurgico.

Introduzione ai concetti di instabilità e stabilizzazione della rotula

La rotula è un osso di forma rotondeggiante, inserito all’interno dell’apparato estensore del ginocchio. È l’elemento di collegamento tra muscolo quadricipite e tibia, ricevendo al suo polo superiore le fibre che convergono dal quadricipite e al suo polo inferiore il tendine rotuleo. [1]

Parlando di instabilità della rotula, ci si riferisce a una condizione in cui la rotula non segue il suo percorso normale all’interno della traccia femorale durante il movimento del ginocchio. Questa problematica può derivare da lesioni acute – come quelle causate da impatti diretti – o da condizioni croniche legate all’allentamento dei legamenti che supportano la rotula.

Tra i sintomi più comuni troviamo il dolore acuto, il gonfiore e una sensazione di instabilità o di “scatto” della rotula. Clinicamente il paziente affetto da instabilità/lussazione recidivante di rotula riferisce dolore nella porzione anteriore del ginocchio, sensazione di instabilità e blocchi/scrosci articolari. [1]

Il trattamento in base alle caratteristiche di ogni singolo caso, potrà essere conservativo o chirurgico. In caso di lussazioni recidivanti o di lesioni associate sarà necessario un approccio chirurgico.

Fig.1 Intervento chirurgico mini-invasivo di ricostruzione del Legamento Patello-femorale mediale con Fascia Lata da donatore.

Fattori di rischio per l'instabilità della rotula

L’esposizione a certe attività fisiche, in particolare quelle che implicano salti o movimenti bruschi di direzione, può incrementare il rischio di instabilità della rotula. Anche alcune condizioni mediche che alterano la struttura o la resistenza del ginocchio possono predisporre a questo disturbo.

È fondamentale un’accurata diagnosi dell’instabilità della rotula, basata su un esame fisico dettagliato e, se necessario, su tecniche di imaging come la risonanza magnetica.

Prevenzione dell'instabilità della rotula

Per prevenire l’instabilità della rotula, si possono adottare diverse strategie, tra cui esercizi per il rinforzo muscolare e l’uso di ginocchiere stabilizzanti durante attività ad alto rischio. Anche mantenere un peso corporeo sano e adottare tecniche di movimento appropriate rappresentano misure efficaci per ridurre il rischio.

Chirurgia per la stabilizzazione della rotula

Nei casi in cui le terapie conservative non riescono a controllare l’instabilità della rotula, può essere presa in considerazione la chirurgia. Le opzioni chirurgiche per la stabilizzazione della rotula variano a seconda delle cause specifiche dell’instabilità, e possono includere, la riparazione, il rinforzo dei legamenti danneggiati, il riallineamento della rotula e la trocleoplastica.

Lussazione della rotula

Per lussazione della rotula si intende la perdita di contiguità dei capi articolari tra la rotula e la parte distale del femore, che insieme costituiscono l’articolazione femoro-rotulea. La tendenza alla lussazione viene contrastata dalle strutture ossee e dai tessuti molli del ginocchio quali il condilo femorale laterale, il muscolo vasto mediale obliquo e le varie strutture legamentose mediali (soprattutto dal Legamento Patello-Femorale Mediale). Qualora una di queste strutture risultasse indebolita o lesionata si potrebbe andare incontro a lussazione. [2]

Clinicamente il paziente affetto da instabilità/lussazione recidivante di rotula riferisce dolore nella porzione anteriore del ginocchio, sensazione di instabilità e blocchi/scrosci articolari. [1]

Intervento di stabilizzazione della rotula

Il trattamento in base alle caratteristiche di ogni singolo caso, potrà essere conservativo o chirurgico. In caso di lussazioni recidivanti o di lesioni associate sarà necessario un approccio chirurgico.

Esistono diversi tipi di intervento che possono essere combinati tra loro:

  • Trasposizione della tuberosità tibiale anteriore (per riallineare l’apparato estensore del ginocchio); [3]
  • Ricostruzione del MPTL (Legamento Patello-Tibiale Mediale); [4]
  • Plastiche di ritensionamento del tendine del VMO (Vasto Mediale Obliquo);
  • Ricostruzione del MPFL (Legamento Patello-Femorale Mediale), che rappresenta il principale stabilizzatore della rotula; [5-7]
  • Trocleoplastica. [8]

Fondamentale è uno studio approfondito delle alterazioni anatomo-patologiche mediante Radiografie, Tomografia Computerizzata con studio dei “parametri Lionesi” e Risonanza magnetica bilaterale del ginocchio, prima di scegliere il tipo o la combinazione di interventi chirurgici da effettuare.

Indicazioni per l'intervento di stabilizzazione della rotula: come si svolge

L’intervento di stabilizzazione della rotula si rende necessario per pazienti che non rispondono ai trattamenti conservativi o che hanno subito ripetute lussazioni. La fase di recupero e riabilitazione post-operatoria è cruciale per il successo dell’intervento, richiedendo un impegno costante in un programma di riabilitazione mirato al rafforzamento del ginocchio e alla prevenzione di future instabilità.

Attualmente la tecnica più usata per la stabilizzazione della rotula è la ricostruzione del MPFL. Abbiamo sviluppato presso l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna un tecnica mini-invasiva, quasi totalmente in artroscopia, che prevede la ricostruzione del MPFL utilizzando una Fascia Lata Allograft (cioè un tessuto da donatore) in modo tale da ristabilire la normale anatomia e funzionalità della rotula senza prelevare tessuti dal paziente. [5,6]

Instabilità e stabilizzazione della rotula: risposte alle domande frequenti

Come stabilizzare la rotula?

Attraverso esercizi specifici, l’utilizzo di ginocchiere di supporto e, nei casi più severi, con interventi chirurgici.

Come capire se si è spostata la rotula?

Il dolore acuto, il gonfiore e la sensazione che il ginocchio non sia più solido possono indicare una lussazione della rotula.

Come far rientrare la rotula?

È importante cercare assistenza medica per una riduzione della lussazione in sicurezza.

Perché la rotula del ginocchio si muove?

La mobilità eccessiva può essere causata da debolezza muscolare, lesioni o anomalie anatomiche.

Come si cura la rotula del ginocchio?

Il trattamento può variare da fisioterapia e uso di supporti ad interventi chirurgici, a seconda della gravità.

Come dare stabilità al ginocchio?

Rinforzare i muscoli intorno al ginocchio e utilizzare adeguati supporti può migliorare notevolmente la stabilità.

Come riallineare la rotula?

Il riallineamento può necessitare di interventi chirurgici in presenza di significative anomalie anatomiche o lesioni legamentose.

Come argomentato, affrontare l’instabilità della rotula richiede un approccio combinato di trattamenti conservativi e, se necessario, chirurgici. Seguire le indicazioni mediche e dedicarsi a un programma di riabilitazione personalizzato sono passaggi chiave per il recupero e la prevenzione di ulteriori problemi.

Instabilità e stabilizzazione della rotula: il curriculum del Prof. Marcheggiani Muccioli

Il Prof. Giulio Maria Marcheggiani Muccioli si è distinto nel campo dell’ortopedia, iniziando con una laurea con lode in Medicina e Chirurgia, ottenuta presso l’Università di Bologna nel 2006, seguita da una specializzazione con lode in Ortopedia e Traumatologia all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna e un Dottorato in Scienze Chirurgiche.

La carriera del Prof. Marcheggiani Muccioli include il ruolo accademico di Professore Associato di Ortopedia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna, dove ha approfondito tematiche di biomeccanica e patologia dell’arto inferiore e superiore.

Ha ampliato le sue competenze attraverso fellowship internazionali, tra cui esperienze nel Regno Unito, Giappone e Stati Uniti, consolidandosi come Chirurgo Ortopedico con un’ampia esperienza pratica, attestata da oltre 250 interventi all’anno.

Il Prof. Marcheggiani Muccioli, infine, contribuisce significativamente ogni anno alla formazione di nuove generazioni di medici attraverso l’insegnamento universitario in molteplici discipline mediche e chirurgiche.

È uno dei 10 chirurghi italiani che negli ultimi 20 anni sono stati selezionati dalla Knee Society americana per partecipare alla prestigiosa John Insall Fellowship sulla Chirurgia Protesica di Ginocchio.

La sua prolificità in materia si manifesta in oltre 250 pubblicazioni scientifiche e una costante presenza in ambito accademico e congressuale, che dimostra un impegno incessante verso l’innovazione nel trattamento delle patologie del ginocchio e della spalla, e nell’avanzamento delle tecniche chirurgiche mini-invasive e della medicina dello sport.

Bibliografia
  1. The patellofemoral joint: from dysplasia to dislocation. Zaffagnini S, Grassi A, Zocco G, Rosa MA, Signorelli C, Marcheggiani Muccioli GM. EFORT Open Rev. 2017 May;2:204-14.
  2. Patellofemoral anatomy and biomechanics: current concepts. Zaffagnini S, Dejour D, Grassi A, Bonanzinga T, Marcheggiani Muccioli GM, et al. Joints. 2013 Oct;1(2):15-20.
  3. Treatment of chronic patellar dislocation with a modified Elmslie-Trillat procedure.
  4. Medial patellotibial ligament (MPTL) reconstruction for patellar instability. Zaffagnini S, Grassi A, Marcheggiani Muccioli GM, et al. Knee Surg Sports Traumatol Arthrosc. 2014 Oct;22(10):2491-8.
  5. Effect of Medial Patellofemoral Ligament Reconstruction Method on Patellofemoral Contact Pressures and Kinematics. Stephen JM, Kittl C, Williams A, Zaffagnini S, Marcheggiani Muccioli GM, et al. Am J Sports Med. 2016 May;44(5):1186-94.
  6. Minimally invasive medial patellofemoral ligament reconstruction with fascia lata allograft: surgical technique. Zaffagnini S, Marcheggiani Muccioli GM, et al. Knee Surg Sports Traumatol Arthrosc. 2014 Oct;22(10):2426-30.
  7. Good results are reported at 60-month follow-up after medial patello-femoral ligament reconstruction with fascia lata allograft for recurrent patellar dislocation. Marcheggiani Muccioli GM, Lullini G, Zaffagnini S, et al. Knee Surg Sports Traumatol Arthrosc. 2020 Jul 10. doi: 10.1007/s00167-020-06142-x.
  8. Recurrent patellar dislocations: trochleoplasty improves the results of medial patellofemoral ligament surgery only in severe trochlear dysplasia. Zaffagnini S, Previtali D, et al. Knee Surg Sports Traumatol Arthrosc. 2019 Nov;27(11):3599-3613.

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