Cos'è una protesi di spalla?

Una protesi di spalla è una soluzione chirurgica avanzata per ripristinare la mobilità e alleviare il dolore in pazienti con gravi danni articolari. La procedura chirurgica implica la rimozione delle parti lesionate della spalla per poi sostituirle con elementi artificiali denominati protesi.

Il dispositivo artificiale – protesi di spalla – sostituisce quindi l’articolazione danneggiata. Si tratta di una soluzione indicata quando le terapie conservative non hanno sortito l’effetto desiderato.

Fig.1 Articolazione della spalla composta da omero, scapola e clavicola.
Fig.2 Spalla artrosica con progressivo assottigliamento della cartilagine articolare la quale non riuscendo più a lavorare come “ammortizzatore articolare” causa eccessiva frtizione dei capi ossei l’uno contro l’altro.

Tipi di protesi di spalla

Esistono diverse tipologie di protesi di spalla:

  • Protesi di rivestimento di spalla: procedura chiamata emiartroplastica, consiste nel sostituire la sola testa omerale con una componente protesica metallica (Fig. 4);
  • Protesi totale anatomica di spalla: comporta la sostituzione delle superfici articolari omerale e scapolare con elementi protesici in metallo e polietilene (Fig.5);
  • Protesi inversa di spalla: indicata nei soggetti con cuffia dei rotatori gravemente lesionata. Nella protesi inversa di spalla, le convessità e le concavità articolari vengono invertite. Si tratta sempre di una protesi “totale”, ma significa che una sfera di viene fissata alla glena e una superficie concava sostituisce la testa omerale (Fig.6). È la protesi più usata attualmente, per trattare fratture non sintetizzabili, nelle revisioni protesiche eseguite per fallimenti meccanici, oppure come re-impianto dopo pregresse infezioni protesiche (questo perché è il tipo di protesi di spalla più stabile, quella che garantisce la piu bassa percentuale di lussazione post-operatoria). [3,4]
Fig. 3 Grave frattura della testa omerale. Nel caso in cui una sintesi non fosse possibile si può optare per una sostituzione protesica della spalla.
Fig. 4 Protesi di Rivestimento di spalla.
Fig. 5 Protesi Anatomica (totale) di spalla.
Fig. 6 Protesi Inversa (totale) di spalla.

Candidati ideali per le protesi di spalla

Condizioni che necessitano di protesi di spalla

Le principali condizioni che rendono necessaria l’installazione di una protesi di spalla includono l’artrite reumatoide, l’osteoartrite, le lesioni traumatiche e l’artrosi avanzata. Diverse sono le condizioni che possono causare dolore e disabilità di spalla al punto tale da necessitare una sostituzione protesica:

  • Artrosi (malattia degenerativa articolare, primitiva o secondaria a lesione della cuffia dei rotatori) (Fig.2);
  • Artrite reumatoide;
  • Artrite post-traumatica;
  • Necrosi avascolare Gravi fratture (Fig.3) [2].

Valutazione pre-operatoria per protesi di spalla

Una valutazione pre-operatoria accurata è cruciale per determinare il tipo di protesi più adatto. I sintomi che più frequentemente si riscontrano sono dolore alla spalla che interferisce con le attività quotidiane, perdita del movimento e/o debolezza dell’articolazione. La diagnosi sarà effettuata in base alla valutazione clinica e radiografica (radiografie, risonanza magnetica nucleare (RMN) per la valutazione dei tessuti molli o una tomografia computerizzata (TC) per determinare la condizione dell’osso).

Luongo
Fig. 7 Controllo radiografico dopo protesi inversa di spalla mini-invasiva.

Il processo chirurgico

La fase di preparazione alla chirurgia

Quando si viene ricoverati di solito gli esami principali necessari per valutare la spalla (una TAC per lo studio delle strutture ossee, spesso anche una RMN per giudicare le condizioni della cuffia dei rotatori) sono stati già eseguiti e valutati nelle visite ambulatoriali. Vengono eseguiti esami del sangue e una visita dell’Anestesista, che illustra al paziente le modalità dell’anestesia (locoregionale, generale o mista). Se non emerge la necessità di ulteriori accertamenti si conferma la programmazione dell’intervento.

Quanto può durare un'operazione alla spalla per protesi?

La durata dell’operazione è variabile, comunque nella gran parte dei casi spazia tra i 90 e i 120 minuti . La permanenza in sala operatoria comprende in più un tempo di preparazione preliminare, in genere di almeno un’ora, e un periodo di sorveglianza dopo la fine dell’intervento.

Nelle ore successive all’intervento è generalmente consentito al paziente alzarsi da letto con adeguata assistenza. Solamente al termine dell’intervento si stabilisce come dovrà essere mobilizzata e riabilitata la spalla.

Nella maggior parte dei casi per la protezione della spalla è sufficiente un tutore leggero con busta reggibraccio. Salvo situazioni particolari, i movimenti più elementari dell’arto e anche della spalla possono essere iniziati a partire dai primi giorni (portare la mano al viso, usare le posate, ecc.).

La degenza ospedaliera per l’installazione di una protesi di spalla dura in media 4-5 giorni, periodo necessario affinché le condizioni generali del paziente e i risultati degli esami del sangue si stabilizzino. Al momento della dimissione, viene programmato anche l’appuntamento per il primo controllo ambulatoriale.

Recupero post-operatorio

Il recupero post-operatorio varia in base al tipo di protesi e alla risposta individuale di ciascun paziente. Generalmente, è necessario un periodo di ricovero ospedaliero seguito da un programma di riabilitazione mirato. Il dolore post-operatorio tende a regredire in 2-3 giorni dopo l’intervento, ma in alcuni casi potrebbe persistere per qualche settimana.

La maggior parte dei pazienti è in grado di svolgere attività semplici come mangiare, vestirsi e lavarsi entro 2-3 settimane dall’intervento. Dolore durante l’attività e di notte per diverse settimane sono comuni dopo l’intervento chirurgico.

Vantaggi delle protesi di spalla: quando è indicato questo tipo di intervento?

Un intervento di protesi di spalla è indicato in diverse circostanze, tra cui l’artrosi rappresenta la causa più comune. Questa condizione porta alla perdita delle cartilagini che rivestono l’articolazione, provocando la scomparsa dello spazio tra l’omero e la scapola, la deformazione delle superfici articolari e la formazione di osteofiti, ossia escrescenze ossee.

Tale deterioramento può verificarsi naturalmente con l’età o essere accelerato da precedenti danneggiamenti dell’articolazione, come traumi gravi o frequenti lussazioni della spalla.

Benefici attesi

  • Riduzione significativa del dolore;
  • Miglioramento della mobilità e della funzione articolare;
  • Incremento della qualità della vita;
  • Ripresa delle attività quotidiane con minor disagio.

Riabilitazione e cura post-operatoria

Dopo un intervento alla spalla, è cruciale evitare certe azioni per non ostacolare il processo di guarigione. La riabilitazione gioca un ruolo chiave nella ripresa, richiedendo che i pazienti aderiscano a un programma di fisioterapia personalizzato, che inizia subito dopo l’operazione e continua per 3-6 mesi circa. È essenziale astenersi da movimenti improvvisi e dal sollevamento di carichi pesanti.

Le attività sportive (nel caso di protesi di rivestimento eseguite nei giovani atleti con cuffia dei rotatori integra) e quelle particolarmente gravose dovrebbero essere riprese solamente 6 mesi dopo l’operazione.

La progressione graduale nelle attività consente alla spalla di adattarsi e recuperare nel tempo adeguato.

Innovazioni e futuro delle protesi di spalla

L’innovazione nel campo delle protesi di spalla continua a evolversi, con ricerche volte a migliorare i materiali, le tecniche chirurgiche e le strategie di riabilitazione. L’obiettivo è garantire risultati sempre più efficaci e duraturi, riducendo i tempi di recupero.

Protesi di spalla: il curriculum del Prof. Marcheggiani Muccioli

Il Prof. Giulio Maria Marcheggiani Muccioli si è distinto nel campo dell’ortopedia, iniziando con una laurea con lode in Medicina e Chirurgia, ottenuta presso l’Università di Bologna nel 2006, seguita da una specializzazione con lode in Ortopedia e Traumatologia all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna e un Dottorato in Scienze Chirurgiche.

La carriera del Prof. Marcheggiani Muccioli include il ruolo accademico di Professore Associato di Ortopedia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna, dove ha approfondito tematiche di biomeccanica e patologia dell’arto inferiore e superiore.

Ha ampliato le sue competenze attraverso fellowship internazionali, tra cui esperienze nel Regno Unito, Giappone e Stati Uniti, consolidandosi come Chirurgo Ortopedico con un’ampia esperienza pratica, attestata da oltre 250 interventi all’anno.

Il Prof. Marcheggiani Muccioli, infine, contribuisce significativamente ogni anno alla formazione di nuove generazioni di medici attraverso l’insegnamento universitario in molteplici discipline mediche e chirurgiche.

È uno dei 10 chirurghi italiani che negli ultimi 20 anni sono stati selezionati dalla Knee Society americana per partecipare alla prestigiosa John Insall Fellowship sulla Chirurgia Protesica di Ginocchio.

La sua prolificità in materia si manifesta in oltre 250 pubblicazioni scientifiche e una costante presenza in ambito accademico e congressuale, che dimostra un impegno incessante verso l’innovazione nel trattamento delle patologie del ginocchio e della spalla, e nell’avanzamento delle tecniche chirurgiche mini-invasive e della medicina dello sport.

Bibliografia
  1. Bayona CEA1, Somerson JS2, Matsen FA 3rd3.The utility of international shoulder joint replacement registries and databases: a comparative analytic review of two hundred and sixty one thousand, four hundred and eighty four cases. Int Orthop. 2018 Feb.
  2. Singh JA1, Sperling J, Buchbinder R, McMaken K. Surgery for shoulder osteoarthritis. Cochrane Database Syst Rev. 2010 Oct.
  3. Marcheggiani Muccioli GM, Huri G, Grassi A, Roberti di Sarsina T, Carbone G, Guerra E, McFarland EG, Doral MN, Marcacci M, Zaffagnini S. Surgical treatment of infected shoulder arthroplasty. A systematic review. Int Orthop. 2017 Apr.
  4. Flurin PH, Roche CP, Wright TW, Marczuk Y, Zuckerman JD. A Comparison and Correlation of Clinical Outcome Metrics in Anatomic and Reverse Total Shoulder Arthroplasty. Bull Hosp Jt Dis. 2015 Dec.
  5. Papadonikolakis A1, Neradilek MB2, Matsen FA 3rd1. Failure of the glenoid component in anatomic total shoulder arthroplasty: a systematic review of the English-language literature between 2006 and 2012. J Bone Joint Surg Am. 2013 Dec.

Prenota online