La cuffia dei rotatori è un gruppo di muscoli e tendini che stabilizzano la spalla. Quando questi sono danneggiati, può essere necessario un intervento chirurgico. L’artroscopia è una tecnica chirurgica minimamente invasiva che permette di riparare i danni con minori tempi di recupero rispetto alla chirurgia aperta.

Questo articolo esplora la riparazione artroscopica della cuffia dei rotatori, offrendo una panoramica dettagliata del processo, i benefici, i rischi e la riabilitazione post-operatoria.

La cuffia dei rotatori è una struttura muscolo-tendinea costituita da 4 muscoli (sovraspinato, sottospinato, sottoscapolare e piccolo rotondo) i quali si inseriscono a livello dell’omero fondendosi con la capsula articolare (Fig.1) della spalla (il “guscio” fibroso che riveste questa articolazione) garantendo, congiuntamente con altri muscoli, il corretto movimento dell’articolazione della spalla (video 1).

Artroscopia della spalla
Fig.1 Anatomia della spalla. Inserzione dei muscoli che compongono la cuffia dei rotatori: 1 sottoscapolare, 2 sovraspinoso, 3 sottospinoso, 4 piccolo rotondo.

Video 1 Filmato 1 Rappresentazione della funzione della cuffia dei rotatori (stabilizzazione della testa dell’omero e partecipazione ai movimenti attivi di intra- ed extra-rotazione del braccio).

I muscoli e i tendini della cuffia dei rotatori sono infatti essenziali per sollevare e ruotare il braccio. Una funzione cruciale è quella di mantenere la testa dell’omero all’interno della cavità glenoidea della scapola, garantendo la mobilità della spalla senza dolore.

Cosa significa riparazione artroscopica?

L’artroscopia è una procedura chirurgica che utilizza una piccola telecamera, l’artroscopio, per visualizzare, diagnosticare e trattare i problemi all’interno di un’articolazione. Nel caso della cuffia dei rotatori, permette al chirurgo di eseguire riparazioni minuziose senza la necessità di grandi incisioni.

L’artroscopia offre infatti numerosi vantaggi rispetto alla chirurgia tradizionale aperta, inclusi minori dolore e gonfiore post-operatorio, cicatrici più piccole e un rapido ritorno alle attività quotidiane.

Nuove frontiere nell'imaging della cuffia dei rotatori: precisione diagnostica e implicazioni terapeutiche

Un aspetto importante dello studio delle lesioni alla cuffia dei rotatori è rappresentato dall’evoluzione delle tecniche di imaging utilizzate per diagnosticare queste patologie con sempre maggiore precisione e dettaglio. Recentemente, i miglioramenti nelle immagini prodotte da risonanza magnetica (RM) ed ecografia hanno permesso agli specialisti di riconoscere con più chiarezza e dettaglio le lesioni e di valutarne la gravità in modi non precedentemente possibili.

La diagnosi clinica si avvale infatti di decine di test funzionali associati alla valutazioni di specifici esami strumentali come radiografie, ecografia e risonanza magnetica (che andrebbe sempre eseguita ad alto campo per diagnosticare una patologia della spalla) (Fig.2).

Fig. 2 Risonanza Magnetica di una lesione della cuffia dei rotatori (tendine lesionato del muscolo sovraspinsoso, visione anteriore).
Artroscopia della spalla
Fig. 3 L’artroscopia è una tecnica chirurgica mini-invasiva che consente di operare a cielo chiuso senza “aprire” le articolazioni. Questo significa minore invasività, minori percentuali di complicanze, recupero post-operatorio più veloce rispetto agli interventi tradizionali a cielo aperto.

Tali avanzamenti hanno influenzato direttamente la capacità dei medici di personalizzare i trattamenti per i pazienti.

Gli esperti ora possono proporre soluzioni conservative, come la fisioterapia per lesioni minori, o optare per interventi chirurgici, come la riparazione artroscopica della cuffia dei rotatori. La dettagliata visualizzazione dell’entità e della posizione specifica delle lesioni permette ai chirurghi di progettare un intervento su misura, migliorando notevolmente le probabilità di successo del trattamento e la velocità di recupero del paziente.

In passato, alcune lesioni di grandi dimensioni e con significativa retrazione della cuffia dei rotatori erano irrimediabilmente inoperabili, rendendo necessario l’uso di una protesi inversa.

Oggigiorno, però, è possibile trattare questi casi con una ricostruzione capsulare superiore in artroscopia, offrendo un’alternativa efficace alla protesi inversa per pazienti con lesioni irreparabili che non presentano un avanzato stadio di artrosi.

Lesione alla cuffia dei rotatori: cause e sintomi

Le lesioni della cuffia dei rotatori hanno causa multifattoriale. Possono essere traumatiche oppure degenerative, in seguito a eventi microtraumatici ripetuti e/o dovute a sovraccarichi funzionali caratteristici di una particolare attività lavorativa/sportiva. Un fattore causale e prognostico importante è l’età del paziente: classicamente la frequenza di questa patologia aumenta dopo i 40 anni ed è presente in maniera asintomatica in circa il 20% della popolazione.[1] Il fumo di sigaretta aumenta il rischio di lesione.[2]

I sintomi possono variare in modo significativo da paziente a paziente. Il quadro tipico è caratterizzato da dolore intenso, soprattutto notturno e durante attività di sollevamento pesi associato nel più delle volte a sensazione di cedimento/instabilità con importante limitazione funzionale.

Indicazioni per la chirurgia: quando è indicata?

I danni alla cuffia dei rotatori possono causare dolore acuto, debolezza e limitazione nei movimenti della spalla. La diagnosi spesso coinvolge l’utilizzo di tecniche di imaging come l’ecografia e la risonanza magnetica, che fornisce immagini dettagliate dei tessuti molli.

La chirurgia è generalmente raccomandata quando i trattamenti non chirurgici, come fisioterapia e iniezioni, non hanno portato al miglioramento desiderato e il dolore persiste interferendo con le attività quotidiane.

Riparazione della cuffia dei rotatori in artroscopia: quando è consigliata?

La scelta del tipo di trattamento da seguire (conservativo o chirurgico) è complesso e deve tener conto di numerosi elementi: età del paziente, estensione della lesione, presenza o meno di lesioni associate (instabilità di spalla associata) e livello di attività lavorativa/sportiva.

Il trattamento conservativo si basa sulla somministrazione di farmaci anti-infiammatori non steroidei e sull’infiltrazione locale con cortisonici e successivamente acido ialuronico, in associazione, una volta attenuato il dolore, con un programma di riabilitazione fisioterapica di rinforzo muscolare [3].

Nei pazienti giovani e/o attivi si preferisce un trattamento di tipo chirurgico. Questo trattamento, un tempo sempre effettuato a cielo aperto, ora può essere realizzato in artroscopia (attraverso dei piccoli fori con l’utilizzo di una telecamera). L’artroscopia permette di reinserire i tendini che si sono staccati in maniera del tutto mini-invasiva (Fig.3). [4]

L’utilizzo di una tecnica a doppia fila di ancore con ponte di filo (in inglese “double-row suture-bridge”) consente di eseguire suture molto stabili, con un’alta percentuale di successo rispetto alle tecniche standard (93,6% a 5 anni di follow-up minimo) e più veloce recupero post-operatorio (Video 2). [5]

Questa tecnica so è dimostrata molto utile in caso di individui molto giovani e/o ad alta richiesta funzionale ed in caso di lesioni grandi (superiori a 2 cm2).

Come prepararsi al meglio all’intervento

Cosa fare la notte prima?

La notte prima dell’operazione, i pazienti sono solitamente invitati a non mangiare o bere dopo la mezzanotte. È importante anche seguire le istruzioni specifiche del proprio medico riguardo la gestione dei farmaci regolari e la preparazione generale per il giorno dell’intervento.

Cosa aspettarsi in sala operatoria?

Il giorno dell’operazione, il paziente verrà preparato per l’intervento, che include l’amministrazione di anestesia – generalmente locale. L’artroscopia inizia con delle piccole incisioni attraverso le quali vengono inseriti l’artroscopio e gli strumenti chirurgici.

Le immagini trasmesse dall’artroscopio guidano il chirurgo nell’esecuzione della riparazione. Durante l’operazione, che di solito dura tra una e due ore, il paziente non avverte dolore a causa dell’anestesia. La tecnologia artroscopica permette al chirurgo di riparare i tendini lesionati con precisione minimizzando il trauma ai tessuti circostanti.

Innovazioni in artroscopia: strumenti di precisione per la riparazione della spalla

Gli strumenti utilizzati nell’artroscopia sono altamente specializzati e progettati per manovrare all’interno delle piccole incisioni. Questi includono pinze, forbici, e dispositivi per la sutura, che aiutano il chirurgo a lavorare con estrema precisione.

La riparazione può includere la cucitura dei tendini strappati, la rimozione di tessuto infiammato o danneggiato, o il rafforzamento dei tendini rimanenti. L’insieme di queste tecniche contribuiscono, di fatto, a restaurare la normale funzionalità della spalla.

Recupero dopo l'artroscopia: la riabilitazione post-intervento

Nei giorni immediatamente successivi all’operazione, è naturale sperimentare dolore e gonfiore. Il medico prescrive analgesici e raccomanda l’applicazione di ghiaccio per gestire i sintomi.

È fondamentale seguire attentamente tutte le indicazioni per garantire un recupero ottimale. Il trattamento post-operatorio si avvale di un tutore che immobilizza la spalla per 2-3 settimane, non si può guidare la macchina per 6-8 settimane.

L’intervento chirurgico è seguito da un protocollo riabilitativo di ripristino del movimento articolare e della potenza muscolare con mobilizzazione precoce in acqua e idrokinesiterapia, il tutto dura circa 3-6 mesi dopo l’intervento.

La riabilitazione inizia infatti con esercizi di movimento passivo per mantenere la mobilità della spalla senza sollecitare i tessuti riparati. Gradualmente, si introducono esercizi di rafforzamento e di aumento dell’ampiezza di movimento. Il programma di riabilitazione è cruciale per un recupero completo e per prevenire future lesioni.

Riparazione della cuffia dei rotatori in artroscopia: quali sono i tempi di recupero?

Il recupero completo può variare da pochi mesi fino a un anno, a seconda della gravità della lesione e dell’impegno nel programma di riabilitazione.

La maggior parte dei pazienti ritorna a un normale livello di attività dopo 6 mesi, ma la funzionalità dell’articolazione può naturalmente variare in caso di attività che sollecitano in maniera molto intensa la spalla.

La letteratura scientifica infatti indica che la maggior parte dei pazienti sperimenta un importante e netto miglioramento della funzionalità della spalla dopo la riparazione artroscopica. Tuttavia, il successo a lungo termine può dipendere dall’età del paziente, dalla severità della lesione e dalla corretta riuscita del programma di riabilitazione.

Video 2 Riparazione della cuffia dei rotatori (tendine sovraspinoso) con tecnica artroscopica double-row suture-brodge (vedi testo per dettagli).

Riparazione della cuffia dei rotatori in artroscopia: il curriculum del Prof. Marcheggiani Muccioli

Il Prof. Giulio Maria Marcheggiani Muccioli si è distinto nel campo dell’ortopedia, iniziando con una laurea con lode in Medicina e Chirurgia, ottenuta presso l’Università di Bologna nel 2006, seguita da una specializzazione con lode in Ortopedia e Traumatologia all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna e un Dottorato in Scienze Chirurgiche.

La carriera del Prof. Marcheggiani Muccioli include il ruolo accademico di Professore Associato di Ortopedia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna, dove ha approfondito tematiche di biomeccanica e patologia dell’arto inferiore e superiore.

Ha ampliato le sue competenze attraverso fellowship internazionali, tra cui esperienze nel Regno Unito, Giappone e Stati Uniti, consolidandosi come Chirurgo Ortopedico con un’ampia esperienza pratica, attestata da oltre 250 interventi all’anno.

Il Prof. Marcheggiani Muccioli, infine, contribuisce significativamente ogni anno alla formazione di nuove generazioni di medici attraverso l’insegnamento universitario in molteplici discipline mediche e chirurgiche.

È uno dei 10 chirurghi italiani che negli ultimi 20 anni sono stati selezionati dalla Knee Society americana per partecipare alla prestigiosa John Insall Fellowship sulla Chirurgia Protesica di Ginocchio.

La sua prolificità in materia si manifesta in oltre 250 pubblicazioni scientifiche e una costante presenza in ambito accademico e congressuale, che dimostra un impegno incessante verso l’innovazione nel trattamento delle patologie del ginocchio e della spalla, e nell’avanzamento delle tecniche chirurgiche mini-invasive e della medicina dello sport.

Bibliografia
  1. Prevalence and risk factors of a rotator cuff tear in the general population. Yamamoto A, Takagishi K, Osawa T, et al. J Shoulder Elbow Surg 2010 Jan;19(1):116-20.
  2. Cigarette smoking increases the risk for rotator cuff tears. Baumgarten KM, Gerlach D, Galatz LM, et al. Clin Orthop Relat Res. 2010 Jun;468(6):1534-41.
  3. Effects of a synovial fluid substitute on early recovery after arthroscopic subacromial decompression of the shoulder. Marcheggiani Muccioli GM, Wykes P, Hundle B, et al. Musculoskelet Surg. 2015 Aug;99(2):121-6.
  4. The outcome and repair integrity of completely arthroscopically repaired large and massive rotator cuff tears. Galatz LM, Ball CM, Teefey SA, Middleton WD, Yamaguchi K. J Bone Joint Surg Am. Feb 2004;86-A(2):219-224.
  5. Minimum Five-year Outcomes and Clinical Survivorship for Arthroscopic Transosseous-equivalent Double-row Rotator Cuff Repair. Pogorzelski J, Fritz EM, Horan MP, et al. J Am Acad Orthop Surg. 2019 Dec 15;27(24):e1093-e1101.

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